Dodici cooperative sociali, tra cui Co.Ge.S.S., e un centro di formazione provinciale rinnovano da cinque anni la scelta di aderire all’associazione Brescia Buona – Il gusto dell’accoglienza: uno spazio in cui le cooperative restano autonome, ma scelgono di lavorare insieme su alcuni temi.
I valori che animano l’associazione sono semplici ma concreti: inserimento lavorativo di persone con fragilità, ristorazione, qualità delle materie prime, legame con il territorio, socialità. Tutto questo dentro un perimetro geografico preciso: la provincia di Brescia.
La mission comune è chiara: offrire opportunità di lavoro nella ristorazione a persone che, per diverse ragioni, rischiano di restarne escluse. Parliamo di persone con fragilità – come previsto dalla Legge 381/1991 – ovvero di persone con disabilità, persone detenute ammesse a misure alternative, persone in uscita da percorsi di dipendenza.
Per dare concretezza a questo obiettivo, le cooperative gestiscono ristoranti, bar, servizi di catering e centri cottura per la ristorazione collettiva, luoghi dove il lavoro diventa lo strumento con il quale generare benessere valorizzando capacità e competenze.
Il percorso di Brescia Buona prende avvio nel 2019, quando Fondazione ASM convoca il tavolo “Social Food”, attorno al quale si ritrovano cooperative che, pur svolgendo attività simili, raramente avevano avuto occasioni strutturate di confronto.
Da subito emergono analogie nelle situazioni, nelle criticità e nelle fatiche – ma anche nelle soddisfazioni. È in questo contesto che prende forma un’intuizione: costruire uno spazio stabile in cui lo scambio di competenze ed esperienze non sia episodico, ma strutturato, e diventi un vero fattore di creazione di valore. Così, nel febbraio 2021, viene costituita l’Associazione.
La vita di Brescia Buona può essere letta attraverso tre fasi.
La prima, coincidente con il periodo della pandemia, è stata segnata dal bisogno di farsi conoscere. Le esperienze erano ancora giovani e l’urgenza principale era raccontare le “dimore del gusto”, come sono stati chiamati i locali gestiti dalle cooperative.
La seconda fase ha visto emergere un’altra esigenza: utilizzare la forza dell’aggregazione per comunicare la specificità della ristorazione sociale. Non in contrapposizione al settore profit, ma per distinguere un modello fondato su inclusione, responsabilità e qualità, anche in un contesto in cui alcune vicende di cronaca rischiano di influenzare negativamente la percezione dell’intero comparto.
La fase attuale è quella del “fare insieme”. Le cooperative chiedono sempre più di sviluppare progetti condivisi: grandi eventi, collaborazioni, partecipazione a bandi, ma anche – tra le attività più apprezzate – percorsi formativi comuni, grazie ai quali le operatrici e gli operatori beneficiano sia della formazione che del confronto con chi lavora in altre realtà.
Co.Ge.S.S., da sempre impegnata in servizi in favore di persone con disabilità, applica concretamente quanto sopra descritto attraverso la gestione del bar del centro sportivo di Gavardo dove, grazie alle associazioni sportive e non solo, propone un ambiente che vuole essere il punto di riferimento per chi cerca un caffè abbinato ad ascolto e ad una parola gentile. Organizza inoltre da ormai dieci anni un apprezzato e strutturato servizio catering per eventi sia privati che aziendali, annoverando tra la clientela importanti aziende profit e banche.
Così per Co.Ge.S.S., come per le altre realtà coinvolte, l’adesione a Brescia Buona ha significato molto più di un semplice coordinamento: lo scambio con altre cooperative e con il centro formativo, il lavoro condiviso in eventi e attività formative, hanno prodotto una crescita più rapida, la possibilità di evitare errori già affrontati da altri. Un aspetto che può sembrare secondario, ma non lo è: contribuisce infatti ad ampliare l’impatto positivo a favore delle persone con disabilità del territorio.
È in questo passaggio che si coglie il senso più profondo di Brescia Buona: il valore non nasce solo da ciò che ogni cooperativa fa, ma anche da ciò che le cooperative scelgono di fare insieme.